1216 – 2016 – La fortuna europea della Veronica romana

Dante nel Paradiso si presenta come quel pellegrino che, giungendo da lontano

viene a vedere la Veronica nostra, che per l’antica fama non sen sazia, ma dice nel pensier, fin che si mostra: “Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace, or fu sì fatta la sembianza nostra?”

Par. XXXI 104-108.

Sono versi famosi, spesso evocati dagli studiosi che, a diverso titolo, si sono occupati del santo volto di Cristo. Già nella Vita nuova (XL 1) Dante aveva presentato la “bellissima figura” lasciata da Gesù su quell’ “imagine benedetta”, meta del viaggio di molta gente. La testimonianza dantesca attesta come il culto della Veronica fosse allora così affermato da rendere la visione della Veronica uno degli scopi principali del pellegrinaggio a Roma. Notoriamente gli inizi di questa devozione coincidono con il pontificato di Innocenzo III, il quale nel 1208 istituì una processione col santo velo dall’antica basilica di S. Pietro all’ospedale di Santo Spirito in Sassia.

Il convegno interdisciplinare “1216 – 2016 – La fortuna europea della Veronica romana” tenuto a Cambridge nel 2016 ha voluto sottolineare l’anniversario della concessione dell’indulgenza accordata nel 1216, dopo il prodigioso ribaltamento dell’immagine avvenuto al termine della processione. L’atto di Innocenzo III, di cui abbiamo notizia nei Chronica Maiora di Matthew Paris, segnò l’avvio della travolgente fortuna della Veronica in tutta Europa.

Questo sito presenta i principali contenuti del Convegno sugli inizi e la diffusione europea della misteriosa reliquia romana in età medievale secondo le diverse prospettive: letterarie, storiche, teologiche e artistiche; e desidera seguire l’evolversi delle linee di ricerca che a Cambridge si sono delineate.

Il convegno è stato patrocinato dalla facoltà di Teologia  dell’Università di Cambridge e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore,  con il sostegno dei Dipartimenti di Scienze linguistiche e letterature straniere, Studi medievali umanistici e rinascimentali, Storia, Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.